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Le ragazze della Ma.Ma.Bu.

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     UN PEZZO DI STORIA - Si sono ritrovate quasi in 80, alla pizzeria Elisea di Lonigo, per ricordare i bei tempi andati della Ma.Ma.Bu.
Chi è giovane non può ricordarlo ma il nome Ma.Ma.Bu., abbreviazione di “Manifattura Maglierie Bustese”, porta con sé un pezzo di storia di Lonigo. Era una fabbrica tessile che si trovava in via per Bagnolo, nei locali oggi occupati dalla Cartografica Veneta sul lato sinistro della strada.
In tempi in cui Lonigo era un po’ come la Romania di oggi, i magliari lombardi venivano da noi in cerca di mano d’opera a basso prezzo. Così fece il mitico dottor Formenti alla fine degli anni Sessanta, costruendo nei campi appena fuori dalla città un grande capannone industriale. Era il 1968 e di sicuro il clima della pacifica e agricola Lonigo era assai meno incandescente rispetto alla Lombardia che proprio in quel periodo si preparava ad accendere i fuochi dell’Autunno caldo.

     200 RAGAZZE -
Nel 1968 lo stabilimento leoniceno della Ma.Ma.Bu. cominciò a lavorare e, quindi, ad assumere. Ben presto più di 200 operaie trovarono posto in fabbrica. Praticamente tutte le ragazze di Lonigo che non avevano continuato la scuola dopo le medie presero la bicicletta e si avviarono verso Bagnolo. E i coetanei dell’altro sesso ebbero la fortuna di assistere all’esaltante spettacolo di un paio di centinaia di ragazze che due volte al giorno sfilavano in corteo per le vie della città.
Alla Ma.Ma.Bu si producevano capi di abbigliamento intimo. C’erano i telai per filare il cotone e squadre di donne al reparto confezione. Pochissimi gli uomini che frequentavano quell’ harem, circondati dall’invidia generale. Le cose andarono bene fino all’inizio degli anni Ottanta, quando la proprietà decise di tagliare il “ramo secco” (allora si diceva così) di Lonigo. Ci furono proteste e scioperi ma il dottor Formenti non cambiò idea e nel 1986, dopo una lunga agonia, la fabbrica venne definitivamente chiusa.

     IL PAESE DELLE BABY SITTER -
Così oltre 200 operaie restarono a casa e molte di loro diventarono baby sitter. Fu tale l’impatto di questo evento nel tessuto sociale della città che l’asilo nido comunale, aperto quando la Ma.Ma.Bu. funzionava, non trovò più bambini da accudire e dovette chiudere.
Ora, per iniziativa di Isabella Malenza e Donatella Tanferi le ex dipendenti della fabbrica si sono incontrate di nuovo. Gli anni sono passati anche per loro, alcune sono addirittura nonne ma, per chi ricorda i cortei di biciclette di quarant’anni fa, sono ancora le leggiadre ragazze di un tempo.

Lino Zonin
Corriere Vicentino, febbraio 2010

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