Beat “grassi” e parole dure. Direttamente dal “ghetto” di Arzignano Benji-z, O’Cram, Panics e Sespo sono i Senza Meta, gruppo hip-hop che si sta facendo strada nel mondo della musica underground.
Come mai il nome “Senza Meta”?
Vogliamo identificare tutti quelli che come noi non hanno una direzione precisa nella vita e perché, quando cominci a fare musica, la prima cosa che ti dicono è “lascia stare, la musica non ti porterà da nessuna parte”.
Di cosa parlano le vostre canzoni?
Parliamo di temi che toccano tutti ogni giorno. Delle difficoltà della vita. Dell’avere vent’anni e vedere un futuro difficile. Del vivere in una provincia ancora troppo “chiusa”.
La gente qui è ancora molto chiusa mentalmente. Non concepisce ancora l’hip hop come genere ormai radicato nella cultura underground, ma questo ci spinge a impegnarci di più per diffondere questa musica ricca di messaggi importanti.
Fate concerti anche fuori Vicenza?
Siamo stati in Svizzera, a Parigi, a Milano, Como, Treviso e abbiamo aperto concerti di artisti importanti come Mondo Marcio e Tormento.
È interessante l’accostamento inglese-italiano nei testi...
Questo è per unire diverse culture. Perché chi ci ascolta non siano solo gli italiani.
Dove ascoltarvi?
Sul nostro sito www.smsenzameta.com, su Facebook (facebook.com/SMSenzaMeta) e su You Tube.
Federico Gobetti
Corriere Vicentino, gennaio 2012






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