Per gli agricoltori la Festa di San Martino rappresenta il momento per festeggiare quanto la terra ha dato nel corso dell’anno e per fare il bilancio della situazione.
“La stagione per gli agricoltori del basso vicentino si conclude con un bilancio tutto sommato neutro – spiega il segretario mandamentale della Coldiretti Alessandro Giacomuzzo -, in quanto mai come ora l’agricoltura gira come la borsa finanziaria: un giorno sale, due scende. Non esistono più i punti di riferimento di una volta e tanto meno le stagioni. Il radicchio, ad esempio, baciato dal sole anomalo nei mesi di settembre e ottobre, ha nella sostanza subito una primavera anticipata con una fioritura insolita. Così le piante che sono andate a seme non possono ora essere utilizzate e messe in vendita per fini alimentari. Asigliano Veneto, Pojana Maggiore e Noventa Vicentina vedranno diminuito il loro prodotto di ben oltre il 30%”.
“Per la patata del Guà coltivata nelle nostre terre - continua Giacomuzzo - la stagione è andata ancor peggio e questo vale anche per il tabacco. In questi casi non per il prodotto, ma bensì per un mercato fortemente penalizzante.
Note positive vengono, invece, dalla vite, dai cereali e dalla carne bovina per la quale la stagione si sta chiudendo in rialzo dopo un inizio da dimenticare”.
E per il prossimo anno, che previsioni si possono fare?
“Nel mondo dell’agricoltura moderna - conclude Giacomuzzo - fare previsioni su come andrà la stagione entrante è in assoluto fuori luogo”.
Andrea Malaman
Corriere Vicentino, novembre 2011






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