L’accusa rivolta alle farmacie e a Federfarma di essere chiuse a qualsiasi apertura e innovazione è assolutamente priva di qualsiasi fondamento.
Innanzitutto, bisogna dire che non si tratta di privilegi, ma di regole. La Corte Costituzionale ha più volte ribadito con forza che le norme che regolano il servizio farmaceutico non servono a tutelare le farmacie ma il cittadino. Le regole servono ad assicurare una presenza capillare delle farmacie sul territorio, dalla grande città al piccole centro rurale, e l’efficienza del servizio farmaceutico.
Le stesse considerazioni sono state espresse anche dalla Corte di Giustizia Europea.
Federfarma ha più volte espresso la propria disponibilità a collaborare all’individuazione dei correttivi necessari a migliorare ulteriormente la qualità del servizio offerto ai cittadini.
Siamo disponibili ad ampliare il numero delle farmacie esistenti per garantire una piena copertura del territorio e raggiungere anche le aree non adeguatamente servite. Siamo disponibili ad ampliare gli orari di apertura per andare incontro alle esigenze della popolazione. Siamo aperti anche a una maggiore concorrenza nella vendita dei medicinali di automedicazione attraverso l’abolizione della presenza obbligatoria del farmacista.
Abbiamo in passato già dato ampia disponibilità a cambiare il nostro sistema di remunerazione, come richiesto tra l’altro dall’Antitrust. In molte realtà locali veniamo già pagati con un onorario professionale per erogare medicinali acquistati dalle ASL, consentendo in tal modo ai cittadini di ritirare i medicinali di cui hanno bisogno in farmacia anziché al presidio pubblico, scomodo e aperto poche ore al giorno.
Col decreto del Governo e l’apertura di migliaia di farmacie si demolisce irrimediabilmente l’ottimo servizio farmaceutico in atto, andando inoltre a svilire la professionalità che la farmacia è in grado oggi di offrire.
Questo non lo possiamo accettare. E crediamo che la politica non si possa assumere questa responsabilità, perché una volta distrutto il sistema attuale sarebbe praticamente impossibile tornare indietro.
Sediamoci intorno a un tavolo e ragioniamo sulle possibile soluzioni con tutte le forze politiche e i Ministeri competenti.
Per interviste: Marco Bacchini, Portavoce Federfarma Veneto 3318645476
Ufficio stampa Federfarma Veneto
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Redazione Web
30/01/2012






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