Il governatore del Veneto Luca Zaia è salito sulla ruspa per dare il primo colpo di benna nel punto in cui passerà la nuova superstrada Pedemontana veneta...
Dopo un iter burocratico che gli ideatori dell’opera hanno definito “più lungo della strada”, ha preso finalmente il via uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi tra quelli recentemente varati nella nostra regione. Una linea di asfalto lunga quasi 100 chilometri che unirà Montecchio Maggiore all’imbocco dell’autostrada che da Treviso porta a Cortina e che, una volta ultimata, darà sfogo al traffico in una delle zone a più alta densità produttiva di tutta Italia.
La cerimonia di posa della prima pietra si è svolta a Romano d’Ezzelino in uno dei due campi base costruiti lungo il cantiere (l’altro è a Castelgomberto) alla presenza delle massime autorità amministrative del Veneto e dei sindaci dei 36 comuni attraversati dal tragitto della Pedemontana.
Prima di Luca Zaia hanno preso la parola i rappresentanti degli enti e delle istituzioni responsabili del progetto: il commissario ministeriale straordinario Silvano Vernizzi, il presidente della società concessionaria “Spv” Domenico Dogliani, i presidenti delle provincie di Vicenza e Treviso Attilio Schneck e Leonardo Muraro, l’assessore regionale alle viabilità Renato Chisso. I relatori hanno illustrato i dettagli tecnici della superstrada (il cui percorso si inserisce nel “Corridoio 5”, la direttrice viaria europea che collega Lione a Triste) ed espresso sulla questione le loro valutazioni di tipo politico.
Le numerose proteste avanzate in questi anni dagli esponenti ambientalisti (presenti con un colorato presidio anche all’entrata del cantiere di Romano d’Ezzelino il giorno dell’inaugurazione) hanno convinto i progettisti a limitare al massimo l’impatto della superstrada sul territorio prevedendo una serie di trincee e di gallerie che limitano al 30 per cento il tratto di asfalto visibile dal piano campagna.
Il tempo di realizzazione previsto per completare l’opera è di sei anni ma è convinzione degli addetti ai lavori che il termine possa accorciarsi così da aprire la strada il più presto possibile e incassare quanto prima i pedaggi che verranno richiesti agli automezzi in transito. La realizzazione dell’opera avviene infatti attraverso la formula della “finanza di progetto” con concessione degli introiti derivati dai pedaggi alla ditta a cui è appaltata la costruzione. A questo proposito, al fine di mitigare le proteste degli abitanti dei comuni attraversati dalla Pedemontana, verrà concesso ai residenti il transito gratuito lungo un tratto di 21 chilometri per i primi 12 anni dall’entrata in esercizio della superstrada.
I presidenti delle provincie di Vicenza e Treviso hanno condiviso una valutazione negativa sullo stato dei collegamenti tra i rispettivi territori. La Pedemontana rimedierà solo in parte al problema ma rimarrà intatta la difficoltà per i vicentini di raggiungere il capoluogo della Marca. Renato Chisso non ha promesso niente al proposito ma ha ricordato che la Pedemontana è la quinta grande opera viaria che viene realizzata in Veneto dopo trent’anni di stallo assoluto.
Infine Luca Zaia ha ricordato che spesso il bene della comunità non coincide con il consenso elettorale. “Ci sarebbe piaciuto non far pagare il pedaggio - ha aggiunto - ma finché dovremo mandare a Roma le tasse che paghiamo, non possiamo fare altrimenti. Se non funziona ancora il federalismo economico, chiedo ai responsabili della Pedemontana di attuare almeno il federalismo lavorativo assumendo nei cantiere personale e aziende del nostro Veneto”.
Lino Zonin
Corriere Vicentino, novembre 2011






Posted in: 
2 commenti:
finalmente
personale e aziende locali....???accordo gia fatto tra azienda e sindacato FILCA CISL...... da un pezzo.
Posta un commento