Il video dell'incidente del pilota vicentino della Ferrari, Davide Rigon

Da oggi e per tutte le mattine, la Redazione Web vi darà il buongiorno pubblicando gli articoli del numero di novembre del Corriere Vicentino.
Stamattina partiamo con il caso del mese: "Un giorno in Lamborghini" con una novità: il video dell'incidente del pilota collaudatore thienese di Formula Uno, Davide Rigon.


La voce è quella schietta ed intelligente che ci si immagina da un bravo ragazzo di 25 anni. L’accento, per la verità nemmeno troppo marcato, è quello vicentino. La passione è quella dei motori, delle corse automobilistiche, della velocità. Bravura, sacrificio ed un pizzico di fortuna hanno fatto di un sogno una professione. Uniche, doverose, precisazione: i colleghi di lavoro si chiamano Fernando Alonso e Felipe Massa, i compagni di categoria nel 2003 erano  Sebastian Vettel e Adrian Sutil.
Lui è Davide Rigon, thienese classe 1986, pilota collaudatore della Scuderia Ferrari F1.

Lei si rende conto di fare il lavoro che tutti gli uomini al mondo hanno sognato di fare almeno una volta nella vita, guidare una Ferrari formula uno?
“Eh beh, in effetti, messa in questi termini, impressiona un po’. Per me è prima di tutto un onore, la Ferrari è una grande famiglia, si respira la storia, ma è fondamentale dimostrare sempre di meritare il posto”.

Un vicentino sulla Ferrari F1, com’è successo?
“Ho iniziato a correre sul kart a tredici anni. Sono passato poi al team padovano Chiesa Corse (che ha annoverato tra i suoi piloti Nico Rosberg e Lewis Hamilton ndr). Da lì in poi è stato un crescendo fino al debutto nel 2003 nella Formula BMW, categoria di vetture monoposto dove correvo con Sebastian Vettel. Poi nel 2008 e nel 2010 con la vittoria dei campionati Superleague Formula è iniziata la collaborazione con la Scuderia Ferrari. Dal 2011 sono un pilota al servizio del team per lo sviluppo del simulatore e della vettura. A questo unisco anche la partecipazione al campionato mondiale GP2”.

Mi descriva l’emozione di guidare una Ferrari F1…
“Sedersi nell’abitacolo di una Ferrari è impressionante, un’emozione difficile da raccontare. Rispetto ai 750 cavalli delle vetture Superleague e alla GP2 è un altro mondo, per una prova in circuito ci sono cinquanta persone che lavorano per te e per la macchina, indescrivibile”.

Faccia uno sforzo, cosa le è rimasto del suo primo giro?
“Una potenza incredibile sia del motore, come ovvio, ma soprattutto dell’impianto frenate a cui è necessario abituarsi. Un cambio veloce e preciso come è difficile immaginare e soprattutto una serie di settaggi e modifiche regolabili direttamente dal volante della monoposto, questo nelle categorie diverse dalla F1 non succede”.


La pista su cui non smetterebbe mai di guidare?
“Senza dubbio Spa, in Belgio. Ogni giro finito è felicità allo stato puro”.

In Ferrari lavora con entrambi, la costringo a scegliere: Alonso o Massa?
“Se proprio dovessi  forse sceglierei Alonso, è più completo e sa essere più incisivo nei momenti che contano. Dal punto di vista umano sono due ragazzi fantastici, Alonso poi ha un carisma ed un’intelligenza a cui è difficile rimanere immuni”.

Mai girato più veloce di Fernando e Felipe?
“(sorride) queste cose non si dicono dai…”

Devo prenderlo come un “sì”?
“Diciamo piuttosto che magari al simulatore la differenza non è nemmeno molta, ma la pista è altra cosa”.

Pilota ufficiale in Formula Uno, un sogno che può diventare realtà?
“Io lo spero e  sto lavorando ogni giorno perché questo sogno si avveri. La F1 non è un ambiente facile e purtroppo non è sempre scontato che a correre siano i piloti migliori”.

Si spieghi meglio…
“Sicuramente oggi in Formula Uno corrono i dodici migliori piloti al mondo, questo nessuno lo discute. I rimanenti sono tutti ottimi piloti, ma la discriminante più che rispettare un principio meritocratico è vincolata ad un aspetto economico”.

Per dirla facile “chi è bravo ed ha lo sponsor corre, chi è anche più bravo, ma non ha lo sponsor non corre”…
“Esatto, diciamo che più o meno è così. Funziona così anche nelle altre formule, purtroppo è uno sport costoso ed anche l’aspetto economico ha la sua rilevanza, in questo ci vuole un po’ di fortuna nel trovare un buono sponsor…di questi tempi non è sempre facile”.


L’ 8 maggio 2011, prima tappa del mondiale GP2 per Davide Rigon rimarrà una data difficile da dimenticare. Sul circuito si Istanbul Park, a cinque giri dal termine del Gran Premio GP2 di Turchia, Davide rimane coinvolto, senza colpe, in un drammatico incidente. La monoposto si schianta in rettilineo, in piena accelerazione contro il muretto laterale. Davide ha la peggio: frattura scomposta di tibia e perone.
“Purtroppo quest’anno ho passato più tempo in ospedale che in pista – racconta Davide – ma anche questo fa parte di uno sport che rimane, pur con tutte le sicurezze, un’attività rischiosa. Non vedo l’ora di tornare in pista e risentire l’adrenalina che ti da l’attesa del semaforo verde”.

E da oggi avrà anche qualche tifoso in più! In bocca al lupo per il suo ritorno, magari in F1…
 “Crepi il lupo!”




Ecco il video dell'8 maggio 2010. L'incidente di Davide Rigon.




Redazione Web
8/11/2011

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