Il gran concerto per la solidarietà: una serata di puro folk istrionico narrata direttamente dalla prima fila in Piazza dei Signori a Vicenza.
Ebbene sì, è proprio L’artista a tutto tondo Luca Bassanese a chiudere le “giornate di solidarietà vicentine” con un gran concerto, dove appunto impegno sociale e solidarietà sono i temi fondamentali dell’esibizione. L’artista, per tutta la durata del concerto diverte divertendosi la notoria e affollata piazza vicentina, ma al contempo sensibilizza la gente riguardo ai problemi dell’Italia e del mondo.
Dopo le calde e vibranti parole di Maria Rita Dal Molin, presidente del CSV (Centro Servizi Volontariato di Vicenza), in un’atmosfera di tramonto rosso-arancio quasi incantata, ecco che ha inizio il concerto di Bassanese. Agghindato come un presentatore di circo ottocentesco con accento francese sale sul palco e presenta i sette musicisti, da quello più classico a quello più moderno, elettronico.
Smessi gli abiti da presentatore, ecco che appare nuovamente in scena e inizia il vero concerto cantando Pesce petrolio e L’acqua in bottiglia.
Ad un certo punto incomincia a recitare un monologo, accompagnato dalla pregevolissima chitarra di Stefano Florio, al popolo e sul popolo invocando la libertà e la solidarietà. Finito ciò esegue la canzone "Santo subito", che fa riecheggiare la piazza di cori, balli e grida; anche per i giganti palloni gonfiabili, che volteggiano e rimbalzano sulle teste del pubblico.
Immancabili la cover di "Bocca di Rosa" di De Andrè e "La Canzone del Laureato" (con giacca tricolore), alla quale io non posso che alzarmi in piedi conscio del mio alquanto incerto futuro post universitario.
Poi tra le canzoni “Confini” e “Salta”, lo spettacolo si avvia alla sua parte conclusiva.
La tensione infine si scarica in un lungo applauso, in forti grida di gioia e salti salti e ancora salti.
Luca Bassanese con la sua piccola orchestra è riuscito a creare un ottimo connubio tra musica, danze, teatro e rapporto diretto con il pubblico. Senza mai annoiare e anzi conferendo forza e spirito alla città. Vestito d’umiltà, sia sopra che sotto il palco incita alla felicità, alla libertà: alla SOLIDARIETA’. Incita con la sua dolce ma al contempo vigorosa voce, della quale risuonano ancora le vetuste ma solide pietre della piazza.
Giacomo Foscarin




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