The One Man Show di Jovanotti: Sound of sunshine in Arena

Ora Tour in Arena:  La Notte dei Desideri raccontata da un'infiltrata a ritmo del sound of sunshine targato Jovanotti.



I critici l'anno presentato come il tour dell'anno e per la prima volta mi trovo d'accordo con gli esperti nel dire che il Tour Ora 2011 di Mr Cherubini rimarrà nei cuori di tutti i suoi fan; o almeno, per quelli accorsi all'ultima data estiva all'Arena di Verona.

Posizionata nei posti non numerati, di fronte al palco e sotto minacciose folate di vento che facevano presagire il diluvio universale, ho passato le due ore che mancavano all'inizio del concerto fissando le poltronissime rosso magenta vicinissime al palco.
Mi sono chiesta quanto fossero costate a quelli laggiù seduti; Tanto. Mi sono interrogata se mai avessi potuto spendere così tanto per aquistare un biglietto in poltronissima; Forse. Ma per quale cantante? Vasco, visto che sembra stia tirando gli ultimi colpi? In campo musicale, s'intende. O magari qualche star internazionale che ti capita di vedere una volta nella vita?


Il dubbio rimane mentre arrivano le 21.30 e le luci in Arena si abbassano di colpo:  il viso di Piero Angela compare sul mega schermo dallo studio di Super Quark e invita tutti gli spettatori, con la sua inconfondibile voce pacata e zen, a prendere posto sulla navicella spaziale per iniziare un viaggio attorno al mondo e all'universo; le luci sul palco si accendono, la musica inizia e Mr Jovanotti fà il suo trionfale  ingresso in platea,correndo stretto nella sua giacchetta argento da prima serata, tra le poltronissime dell'Arena.

Lorenzo Cherubini comincia a ballare e lanciare le sue gambe chilometriche al ritmo di canzoni dalle sonorità elettroniche, come Falla Girare e quelle del suo ultimo album Ora, per poi passare a ballate più lente e romantiche come A Te e a Come Musica.
Ed è proprio sulle note di Come Musica, che Jovanotti, vestito come un Frank Sinatra nostrano, dichiara il suo amore per la città scaligera, sorseggiando  da una tazza targata I love Verona.

E' stato sicuramente un "One Man Show" in cui Jovanotti ha ballato, cantato e suonato la batteria non risparmiando il fiato tranne in quei pochi minuti in cui scompariva per cambiarsi d'abito.
Luci psichedeliche, grandi effetti speciali e una band completamente maschile  rilegata sul lato sinistro del palco lasciavano il palco e l'attenzione al cantante toscano che in tre ore ha ripercorso la crescita musicale della sua carriera.

Da "Ragazzo Fortunato", "L'ombelico del Mondo", che ha mandato in delirio l'inera Arena, "Penso Positivo" a "Bella" dedicata alla moglie Francesca, nascosta dietro le quinte, e suonata in versione acustica con l'accompagnamento dei bonghi in un piccolo salotto ricostruito a centro palco e illuminato da un faro da set cinematografico.


A chiudere il concerto, dopo Il più grande spettacolo dopo il big bang, la canzone La belle vie con cui Jovanotti ha salutato gli spettatori e ringraziato con le lacrime agli occhi;

Chapeau a Mr Cherubini che, con il suo talento canoro e il carisma indiscusso, è diventato il più grande cantante italiano dei nostri giorni che non fa rimpiangere assolutamente i soldi spesi ma anzi, alla fine, ti lascia con il pensiero fisso che forse è proprio lui quel cantante per cui "varrebbe la poltronissima!".

di Roberta Costantini

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